Foto - Il Bosco Fallà

Il Fallà consiste in una estensione di terreno, interamente ricoperto, pari a 195 ettari. Si tratta di un luogo popolato da molte specie di animali selvatici ed ove cresce spontaneamente il “corbezzolo”, pianta mediterranea in estinzione. Inoltre nella parte centrale della forestazione, resistono ancora i ruderi di una chiesetta, denominata della “Madonna dell’Arco”, andata distrutta con i numerosi terremoti. La zona, demanio di questo comune, gode di una posizione geografica di particolare rilievo in quanto si estende nel territorio compreso tra S: Nicola da Crissa ed il lago Angitola ed è servita sul lato ovest dalla s,s, 110. Detta rete stradale, quindi, consentirebbe la fruizione dal bosco ai comuni di Maierato ( 10 Km ), Monterosso ( a 12 Km ), Capistrano ( a 8 Km ), San Nicola da Crissa ( a 5 Km ) e Filogaso. Altra zona d’interesse ambientale è la vallata del torrente Fallà, il quale si origina nel dorsale delle Serre iniziando il suo corso sulla collina di San Nicola da Crissa e si riversa, nel periodo invernale, con notevole violenza lungo il fondo valle ai piedi del bosco omonimo. Prima dell’esodo migratorio degli “anni 50″ queste acque venivano incanalate con estrema cura dal mondo contadino che li utilizzava per il funzionamento dei mulini, azionati da ruote “persiane”, e dei “troppeti” per la molitura delle olive. (http://www.turismo.regione.calabria.it)



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